Jun 12 2008

Huifang cai

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Anche oggi ho imparato una nuova ricetta cinese e inizio a pensare che se non le annoto finirò per dimenticarmele o mischiarle fra loro. È stata Huifang a insegnarmi e visto che non era in grado di dirmi il nome della ricetta la chiamerò come lei. È un ottimo piatto di verdure, semplice, leggero e veloce da preparare, con un ottimo sapore di olio di sesamo e il doufu pi, che per un occidentale è abbastanza curiosa come cosa.

 

Ingredienti
Doufu pi (Pelle di tofu secca)
5 foglie di Da bai cai (cavolo cinese)
2 uova
germogli di soya
Xian you (olio di sesamo)

 

Preparazione
Mettere a bagno in acqua fredda un po’ di doufu pi e lasciarla ammorbidire per una decina di minuti. Nel frattempo lavare e tagliare le fette di da bai cai. Saltare in padella con poco olio il doufu pi, dopo qualche minuto aggiungere il da bai cai, quando è morbido i germogli di soya. Salare. Aggiungere le uova sbattute e a questo punto mescolare appena appena fino a che non si rapprendono ma senza rompere eccessivamente i pezzi. Condire con abbondante Xian you.

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Nov 11 2007

La cava di sabbia di Puiselet

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La cava di sabbia di Puiselet
Seduti attorno alle lampade nella cava di sabbia di Puiselet.

Mi sveglio un po’ troppo presto e fuori è ancora buio.

Accendo un po’ di musica per svegliarmi, e inizio a scaldare l’acqua per il the. The affumicato Lapsang Souchong, che ora so scrivere correttamente in pinyin: zhèngshān xiǎozhǒng. Lo faccio leggero e bollente, preriscaldando il thermos, in modo che resti caldo tutta la giornata. Nel frattempo cerco per almeno mezzora la mia lampada frontale. Nei cassetti, nell’armadio, negli zaini, nelle scatole di cartone sotto il letto. L’ultima volta l’ho utilizzata in Romania arrampicandomi su per le torri fortificate delle cittadelle Sassoni, ma non mi ricordo assolutamente dove l’ho lasciata. Mi toccherà utilizzare la vecchia lampada ad acetilene di Adrien, che è pesante e va tenuta in mano tutto il tempo. Ultima verifica che macchina fotografica, batterie, treppiede siano in ordine e ognuno dentro i suoi sacchetti protettivi. Scarpe da trekking ai piedi e giacca da sci, che preferisco sudare che patire il freddo.

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Nov 02 2007

È tornato l’autunno

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Senti il profumo della legna
che brucia nei camini
l’aria fredda contro il viso
che ti ghiaccia l’anima.

 

È tornato l’autunno.

 

Come allora
le finestre delle case
son tutte illuminate
ma la strada è buia e silenziosa.
Gli anni miei migliori
son tutti già passati
ancora non ho fiori da baciare
come allora quello che aspetto
verrà sempre il giorno dopo.

 

Inutile porre fine a questa vita
vivere
è già morire.

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Aug 25 2006

Sottile, come i colori della sera

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Dopo la giornata passata in laboratorio Daniele mi propone di continuare a parlare in un bar “così prendiamo un po’ d’aria. In genere non mi piace questa cosa come nei film, con la gente che studia in un caffè, troppe distrazioni e costa caro. Infatti ci lascio 10 euro, e con 10 euro ci mangio almeno 2 o 3 giorni, pranzo e cena. Risparmiando al massimo per poter cambiare vita il prossimo anno, sforzandomi di non spendere, 10 euro buttati così fanno male.
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Jun 11 2006

Tira la cinghia

Published by admin under Racconti

Mi aggiro per i corridoi, con il mio cestino vuoto sotto braccio. Non so bene cosa prendere. Il supermercato è come al solito pieno, casalinghe troppo grasse si fermano in mezzo al corridoio col carrello in diagonale, e si spostano a malapena se domandi permesso. C’è una luce piatta, di neon, senza ombre. Tutto è illuminato e chiaro, come in una fotografia oggettivista. Le donne riempono immensi carrelli di spesa, sempre più pieni, fin sopra gli orli stessi del carrello, ammonticchiando verdure, carne, pesce, lattine, conserve, pannolini, saponi.

Sono a risparmio stretto, compro il minimo indispensabile. Il meno caro, il miglior rapporto fra volume calorie sapore da una parte e prezzo dall’altra. Tiro la cinghia più che posso, se ci sono 5 centesimi di differenza prendo il meno caro.
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Jun 05 2006

La festa della Madonna dell’avvocata

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Il mio vecchio cellulare si mette a suonare con il suo bip così fastidioso. Del resto è ottimo: perfettamente efficace per buttarti giù dal letto. Il primo impulso è di girarsi dall’altra parte e richiudere gli occhi. Sono stanco e ho sonno. Mi son rigirato tutta la notte fra le lenzuola faticando a prender sonno, pensando a quello che sono e che avrei dovuto essere, a tutto quello che vorrei fare e poi non faccio mai. Mi rivengono in mente le parole di Lola. Sei sempre il solito coglione, “chi ha tempo non aspetti tempo”. Ma che te frega è un gioco, statte calmo. Non ci pensare, rilassati e goditi la vita, quello che viene viene e basta.
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Apr 06 2006

Le smorfie del mondo nero

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Cammino per le strade, come perso in un sogno. La città è nera, quasi quanto la mia anima. Mi fanno male gli occhi. Le persone e i vicoli scuri sfumano attorno a me. Dove sono? Mi gira la testa, ho la nausea. Cosa faccio qui? Vado avanti alla cieca, la testa bassa, il corpo contratto.

Piove.

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Mar 18 2006

Non ti riconosco

Published by admin under Versi

Pisa
quasi non ti riconosco.
Dove sono le strade bagnate
gli ombrelli
le luci e la notte quieta.
Dove sono finiti gli amici miei
la bicicletta nera
la mia piazza metafisica.
Dov’è quel ragazzo,
dove sono le illusioni
tutti quei desideri
che non si son avverati mai.

 

Quasi non ti riconosco,
l’unica cosa che non è invecchiata
è la mia tristezza.

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Oct 13 2005

Prego, cerchi il modulo a43 per il timbro B21 e torni nell’ufficio 7 che le spiegamo come continuare

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Scendo giù per le belle scalinate del Petraio, che già son familiari, ma niente perdono del loro fascino che riscopro sempre nuovo nel primo sole di ogni mattino. Funicolare centrale e -ormai mi oriento- in qualche minuto sono al molo Beverello. Ancora una volta spacco il minuto.

Mi faccio un paio di volte un girello attorno ai due baracchini dei bar, non so se farmi una colazione o aspettare Daniele, mi studio pigramente Castel Nuovo, lasciandomi intossicare dagli scarichi di moto, motine, vespe, motorette, pullman, macchine e camion che rombano su e giù per la Marina. Mi leggo gli orari delle barche, non si sa mai, squadro le ragazze che passano, e poi mi decido a leggiucchiare la biografia su Bernard Faucon che fortunatamente ho in borsa, che presagivo il pacco: Daniele infatti arriva con quasi due ore di ritardo.
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Oct 10 2005

I primi passi e una vecchia storia d’amore

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Mi sveglio presto, e le nuvole sul golfo sono state portate via dalla notte come i cattivi pensieri, un sole nuovo tinge di rosa e azzurri l’isola e le coste, il mare è piatto e tranquillo, qualche nave in rada.

Mi faccio una bella passeggiata per il quartiere, scendo mollemente verso la stazione zoologica, ma lasciandomi tentare dagli angoli e le strade, girando tranquillemente intorno, giusto per approfittare del sole caldo che mi scalda il viso, le belle case di via Palizzi, che scendono verso il mare, fra sole, fiori e eleganza. Poi qualche stradetta umida e scura, dalle lunghe scalinate ripide, un vociare nelle case in dialetto stretto, i soliti panni stesi che ricoprono le facciate delle case e attraversano le strade, su in alto sulle teste, un profumo di dolci e cibo, caldo e avvolgente.

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