Oct 10 2005

I primi passi e una vecchia storia d’amore

Published by admin at 23:05 under Racconti

Mi sveglio presto, e le nuvole sul golfo sono state portate via dalla notte come i cattivi pensieri, un sole nuovo tinge di rosa e azzurri l’isola e le coste, il mare è piatto e tranquillo, qualche nave in rada.

Mi faccio una bella passeggiata per il quartiere, scendo mollemente verso la stazione zoologica, ma lasciandomi tentare dagli angoli e le strade, girando tranquillemente intorno, giusto per approfittare del sole caldo che mi scalda il viso, le belle case di via Palizzi, che scendono verso il mare, fra sole, fiori e eleganza. Poi qualche stradetta umida e scura, dalle lunghe scalinate ripide, un vociare nelle case in dialetto stretto, i soliti panni stesi che ricoprono le facciate delle case e attraversano le strade, su in alto sulle teste, un profumo di dolci e cibo, caldo e avvolgente.

La stazione zoologica è in un posto incantevole. Un giardino lungo e stretto, separato dal mare solo da uno stradone, con una bella villa, totalmente ristrutturata lato mare, e abbastanza decrepita dall’altro. Non so se è solo la domenica, ma via Caracciolo è chiusa al traffico, allora c’è tanta gente a passeggio, o in bicicletta, che passa veloce coi pattini sul marciapiede assolato, oppure seduta guardando il mare e leggendo il giornale.

Il mare. Quanto mi è mancato il mare a Paris, quanto ho desiderato vivere in una città in riva al mare. Pare ancora estate, qualcuno prende il sole sugli scogli, qualcuno nuota. Mi siedo anche io, respirando il profumo di iodio tanto noto, il senso di spazi, le promesse di viaggi e avventure, la coscienza delle vite antiche ed epiche di stenti dei pescatori e dei marinai, qualche vela bianca che scivola elegante sulle acque.

Poi su, verso piazza Plebiscito, e tutta via Roma, gettando uno sguardo fascinato ad ogni stradetta del quartiere Spagnolo, oscure e umide, l’apogeo della Napoli della fantasia, paiono uscite dritte dritte da un’epoca passata, tutto cio che è stato bonificato dai vari baroni Hausmann qui pare rimasto invariato, pare vedere ancora i nidi del colera e della peste, gli antri fradici e tenebrosi. Ma allo stesso tempo un senso di vita brulicante, gli immancabili lenzuoli ad asciugare, le persone e i mercanti di chissà cosa. Non vedo l’ora di conoscere qualcuno che mi ci possa portare.

Arrivato in Piazza Dante telefono alla chica spagnola conosciuta su internet con cui avevo appuntamento a mezzogiorno, e sono puntuale spaccando il minuto. Ma lei dice che è fuori Napoli e che mi richiamerà: ha già trovato casa, però il suo padrone ne affita un’altra. Allora girello ancora, da solo, la bellissima Piazza Bellini, con i suoi sassi antichi e l’edera che si arrampica rigogliosa sui palazzi, e poi Tribunali e mi viene fame.

Pizza, chiaro, che sono anni che lo aspetto. Uno di questi posti senza pretese, una stanza un po’ spoglia, qualche tavolo e un foglio di carta per tovaglia. Mi pare giusto, è una margherita con bufola. Deliziosa, e devo dire che effettivamente c’è qualche cosa in più, che nell’essenzialità ti godi appieno il sapore del pomodoro, la morbidezza della pasta, il profumo del basilico fresco. Bisogna amare le cose semplici e schiette, e davvero tutte le aggiunte solite non mi mancano per nulla. Piccola remarque: una pizza e un’acqua, comunque seduto, spendo solo sei euro, e venendo da Paris mi pare un mondo meraviglioso.

Giù per una strada sento una voce in spagnolo, mi giro, tre ragazze: due buonissime e una bruttona. Ed è un attimo iniziare a chiacchierare, tecosafai dadovevieni, e andare in giro a comperare frutta e verdura, che sono le due passate ma naturalmente non hanno ancora mangiato, e poi mi invitano a casa loro, che vedo com’è vivere nel centro storico. Una straduzza di queste strettissime, una porta e una scala scalcinata. La casa e l’immobile mi ricordano certe case antiche, vecchie e putride che ho visitato a Pisa, ma portate all’apoteosi. Finestre piccole e comunque scure, corti strette profonde, accavallarsi di balconi. Le mattonelle del bagno che vengono via e lo sciaquone che non funziona, però ancora una volta un certo fascino indiscutibile e poi la casa è indubbiamente molto più grande di tutte quelle che conosco a Parigi, ampie camere, una doppia e l’altra che potrebbe esserlo, una grande cucina col tavolo, 600 euro in tutto.

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