Oct 13 2005
Prego, cerchi il modulo a43 per il timbro B21 e torni nell’ufficio 7 che le spiegamo come continuare
Scendo giù per le belle scalinate del Petraio, che già son familiari, ma niente perdono del loro fascino che riscopro sempre nuovo nel primo sole di ogni mattino. Funicolare centrale e -ormai mi oriento- in qualche minuto sono al molo Beverello. Ancora una volta spacco il minuto.
Mi faccio un paio di volte un girello attorno ai due baracchini dei bar, non so se farmi una colazione o aspettare Daniele, mi studio pigramente Castel Nuovo, lasciandomi intossicare dagli scarichi di moto, motine, vespe, motorette, pullman, macchine e camion che rombano su e giù per la Marina. Mi leggo gli orari delle barche, non si sa mai, squadro le ragazze che passano, e poi mi decido a leggiucchiare la biografia su Bernard Faucon che fortunatamente ho in borsa, che presagivo il pacco: Daniele infatti arriva con quasi due ore di ritardo.
Gli scrocco un delizioso cappuccio con un’ottima sfogliatella che mi pare si chiami “frolla”, in mano pesa come un piombo di quelli che usano per i tonni, ma ottima anche lei e mi sfama quasi fino a sera. La meta del giorno è l’uffico dottorandi, che è un anno che cerco di ottenere la firma della cotutela da parte Napoletana e ancora non ho niente in mano.
Già dal settembre 2004 documenti approvati e controfirmati dai relatori ufficiali, comprovati dalla scuola dottorale francese ma soprattutto dall’università francoitaliana, che facendosi da garante mi aveva assegnato una delle cinque borse di studio che vengono distribuite ogni anno per i progetti di dottorato in cotutela fra Francia e Italia. Poi con l’università di Napoli casini a non finire. Si manda la convenzione di cotutela firmata dal presidente dell’università Paris VI e mi rispondono che devo concorrere per il dottorato. “Ma come, l’ho già vinto all’università francoitaliana, ho già un soggetto, un finanziamento, gli accordi fra i laboratori… vi porto pure i soldi e mi chiedete di concorrere per il dottorato? ” Al che ricevo la brillante risposta che devo “scendere a Napoli” per fare un concorso che sarò sicuro a priori di vincere, da passare giusto per le formalità… in seguito al mio rifiuto categorico e varie peripezie salta fuori che rifiutano la cotutela francese e che ne vogliono scrivere una direttamente loro. Me la mandano ed è praticamente la stessa che aveva mandato Paris VI, ma sorvoliamo, nel mese di aprile gliela rispedisco, sperando di riottenerla firmata entro fine mese per poter usufruire dei 5000 euro che vengono affidati per la mobilità dei dottorandi. Picche, e un bel po’ di soldi sfumati. Inizia invece uno stillicidio infinito, la cotutela che rimane invischiata chissà dove, al che la sollecitiamo e mi chiedono una lettera del relatore italiano, poi ancora nessuno sa niente, investigo e mi rispondono che devo mandare il mio recapito… e via dicendo. Ogni tre per due la cotutela si bloccava da qualche parte, e nessuno sollecitava niente a nessuno. Naturalmente inviare una lista dei documenti richiesti sarebbe troppo semplice e non permetterebbe di combattere la disoccupazione. Viva l’Italia.
- Il dottor Doriano?
Un tipo con barba rasa e capelli brizzolati tendenti al giallo, in tinta con il costume. Una certa aria da nobile decaduto, una eleganza dei modi, del gesticolare, nel sorriso malizioso all’angolo delle labbra.
- Ah… finalmente lo vedo, il dottor Busdraghi. Perché sa, io nemmeno sapevo chi era questo dottor Busdraghi. Lo vede questo dossierr, lo vede? questo ho dovuto costituirlo pezzo per pezzo, cen-tel-li-na-rlo, mesi e mesi di lavoro, di richieste… lo vede sono tutti fax, ho dovuto richiederli uno per uno… si figuri!
Suona il telefono, risposta gentile, ma smorfie e vaffanculo con la mano, come a dire “ma chi cazzo vuole questo?”, sguardi di intesa e strizzatine d’occhio verso di me.
- Dicevamo, dottore, sa perché, glielo spiego, la domanda di cotutela è dovuta passare per la commissione didattica, che però aveva bisogno dell’autorizazione del capo di istituto, che non poteva essere fatta senza l’approvazione del presidente del consiglio docenti, che dove intervenire in seguito a…
Suona il telefono, non capisco bene, ma qualcuno chiede di sapere i nomi dei candidati prima di quando dovrebbe saperli.
- Ha capito dottore? questo vuole fare un inciuccio… che dicevamo? Si è stata firmata, anche se manca ancora l’autorizazione del commissario dottorandi, il Magnifico ha apposto la sua firma quindi per quanto riguarda i francesi siamo apposto, però manca ancora questo dettaglio. In seguito è stata inviata all’usciere, che dovrebbe averla portata al Protocollo per la registrazione, e di nuovo all’usciere, che dovrebbe averla smistata all’ufficio posta, per poi inviarla ai francesi…
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