Apr 06 2006
Le smorfie del mondo nero
Cammino per le strade, come perso in un sogno. La città è nera, quasi quanto la mia anima. Mi fanno male gli occhi. Le persone e i vicoli scuri sfumano attorno a me. Dove sono? Mi gira la testa, ho la nausea. Cosa faccio qui? Vado avanti alla cieca, la testa bassa, il corpo contratto.
Piove.
Nell’oscurità solo il selciato bagnato luccica sotto i miei piedi. Sagome scure, inquietanti, brulicano attorno a me. Smorfie, solo smorfie che mi guardano maligne. Quell’uomo gobbo e grasso dallo sguardo cattivo, la sigaretta che pende dalle labbra, mi incrocia con un ghigno. Qualcuno compra chissa cosa ad una bancarella. Ha un naso enorme e storpio, gibboso. Un grassone mi guarda passare stringendo i pugni. Sagome, sagome nere storpie e secche, visi contratti, vecchietti incartapecoriti che sbirciano di sottecchi tutto quello che fai.
Una donna troppo truccata mentre mi passa accanto ride gracchiando come un corvo nero mettendomi nell’anima un terrore senza scampo. Fuggo via, fuggo via, le roche risa che mi inseguono come una condanna.
Fuggo via ma sono perso.
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