Jun 05 2006

La festa della Madonna dell’avvocata

Published by admin at 17:49 under Racconti, Viaggi

Imbocchiamo la strada che segue la costiera Amalfitana. E qui mi scuso se un giorno qualcuno di queste parti leggerà mai queste righe, mi scuso delle banalità che mi vengono da dire, ma la prima volta che segui quei tornanti fra il blu del mare e il giallo dei limoni non puoi uscirne indifferente. Quanta bellezza è concentrata ad ogni svolta, le vigne che maturano al sole, i resti diroccati di una torretta, l’azzurro chiaro di una spiaggetta ghiaiosa, senza nessuno. Ed è assolutamente inevitabile pensare a Montale. Non solo per i suoi limoni, che ti aprono in petto la solarità, ma perché è proprio con un via vai fra mare e montagna che vivi le sue poesie, questi prati e boschi che scendono quasi a picco, le rocce che ti sovrastano, i paesini incastrati in ogni baia. Una barca di legno e un pescatore, subito nascosti dietro la curva. La strada ancora quasi deserta la mattina presto. I colori che sembrano più veri del normale. Un mondo fatto di luce, di cielo, di montagne verdi e di mare.

A Maiori scopriamo che i parcheggi sono rigorosamente riservati ai residenti con contrassegno oppure carissimi per spennare al massimo i turisti. Visto che è una categoria in cui non ci riconosciamo seguiamo la strada verso l’interno per un paio di kilometri e alla fine la parcheggiamo lo stesso nella zona a divieto di sosta, sperando che comunque fuori dal paese non vengano a farci la multa. Scendiamo lentamente verso il centro. Accanto ad una casa un ragazzo riempe con la pala due cassoni per la ghiaia caricati sul dorso di un mulo, che ci guarda placido mentre si lascia appesantire. In un negozietto chiediamo come si fa per raggiungere il santuario dell’Avvocata, ma ha le idee un po’ confuse, speriamo che sapesse il fatto suo quando ci ha detto di fregarcene delle multe. È uscito fuori dall’alimentari, ci indica tre strade diverse ma senza riferimenti precisi che ci permettano di trovarle, guardandoci con i suoi occhi blu nascosti fra le palpebre socchiuse del suo volto paonazzo, sopracciglia e capelli perfettamente candidi. In ogni caso io non ci capisco niente, sono uno straniero in giro per l’Italia, dopo un mese passato a Paris capivo sicuramente di più, e andrà avanti in questo modo fino a sera. Una donnina appare ad una finestra bassa, dietro una tenda a pizzo e ci dice una quarta possibile strada. La scorgo un attimo, con il suo fazzoletto legato in campo e un vestito che intuisco all’antica. Il pizzo la nasconde in un arabesco di luci e ombre. Un’altra immagine che vorrei aggiungere al mio libriccino “Le foto mai fatte”, ma che non ho quasi mai voglia di scrivere, come il gemello “Le donne mai avute”.

Non troviamo nessuna edicola come ci era stato detto e alla fine arriviamo fino al mare. Approfittiamo per prenderci un cappuccio e io per andare in bagno e infilare un rotolo di carta igenica nello zaino, che mi ero dimenticato a casa. Due cose sono essenziali in montagna: calze di ricambio e cartaigenica. Non avevo portato né le une né l’altra, passi per le calze che è estate ma non voglio ritrovarmi a cagare in un bosco e a trovare in giro solo foglie d’ortica. Il tipo al bar è grasso e sdentato, Benedetto scambia due parole. Per la processione? siete arrivati troppo tardi ragazzi, tre ore e mezza se siete buoni camminatori, ormai non troverete più nessuno per le scale. Intanto io continuo il mio viaggio nel tempo: fuori si sente una musica precisa a quella dei negozi di giocattoli da spiaggia, una musica che mi sveglia ricordi di vacanze al mare. Un profumo di salmastro e sole, un atmosfera che avevo dimenticato.

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One Response to “La festa della Madonna dell’avvocata”

  1. [...] fotografia che accompagna questo articolo è stata scattata in occasione della festa della Madonna dell’Avvocata, quando la maggior parte degli abitanti di un paio di paeselli della costiera Amalfitana salgono [...]

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